“Fit for TV”: il documentario sul reality “The biggest loser”

“Fit for TV”: il documentario sul reality “The biggest loser”

“Fit for tv: il lato oscuro di un reality” è il titolo italiano del documentario “Fit for TV: The Reality of The Biggest Loser”, docuserie composta da tre episodi in cui lo spettatore scopre il “dietro le quinte” di uno dei programmi televisivi più popolari degli anni 2000.

Ex concorrenti, produttori, host, allenatori e medici analizzano e svelano gli aspetti nascosti dello show. Tra i concorrenti intervistati figurano Ryan Benson (vincitore della prima stagione), Suzanne Mendonca (partecipante alla seconda stagione), Jennifer Kerns (concorrente della terza stagione e consulente medico), Joelle Gwynn (settima stagione), Danny Cahill (vincitore dell’ottava stagione), Tracey Yukich (ottava stagione), Olivia Ward (vincitrice dell’undicesima stagione) e Hannah Young (seconda classificata dell’undicesima stagione). Tra gli altri intervistati figurano la conduttrice Alison Sweeney, l’allenatore Bob Harper, il co-creatore e produttore esecutivo della serie David Broome, il produttore J. D. Roth, il consulente medico Robert Huizenga.

La serie, disponibile su Netflix, esplora il modo in cui la partecipazione al reality ha cambiato le vite dei concorrenti e, in generale, invita gli spettatori a riflettere sul fatto che l’intrattenimento non sempre ha come obiettivo il benessere: in televisione la salute può passare in secondo piano, mentre l’obiettivo principale rimane la share ottenuta grazie alla spettacolarizzazione.

The biggest loser

The Biggest Loser è un reality show televisivo nato nel 2004 e andato in onda fino al 2020, raggiungendo un grandissimo successo di pubblico.

Esistono diversi adattamenti di The Biggest Loser in tutto il mondo. In Italia il format non è mai stato prodotto. Oltre ai singoli concorrenti, alcune stagioni hanno previsto come variante la partecipazione di coppie (sorelle, amiche, cugine) o persino di intere famiglie.

Il format del programma è semplice: concorrenti sovrappeso/obesi hanno come obiettivo quello di dimagrire; il vincitore, ovvero colui che ha perso più peso, guadagna 250.000 dollari.

“Fit for tv: il lato oscuro di un reality”

Da un lato il documentario, attraverso le interviste ai concorrenti, mette in luce gli aspetti negativi di un dimagrimento così repentino. I concorrenti ammettono che la ricerca di una televisione spettacolare sia avvenuta con gravi ripercussioni fisiche e psicologiche. Tracey Yukich, ad esempio, concorrente dell’ottava stagione, racconta come in una puntata sia quasi morta per lo sforzo fisico: ricorda di essere crollata a terra, di aver visto il buio e poi la luce. Inoltre tutti i concorrenti hanno subìto conseguenze sul loro metabolismo, proprio perché durante lo show sono stati isolati, costretti ad allenamenti duri e intensivi, spinti ad assumere il minor numero di calorie possibile.

Queste le conseguenze fisiche. Ma il puntare a includere nel cast individui “obesi e infelici”, ovvero emotivamente instabili, unito alla mancanza di supporto psicologico sul set, aveva anche conseguenze mentali devastanti.

Dall’altro lato il documentario dà voce ai produttori che si difendono dicendo che The Biggest Loser era nato con le migliori intenzioni, ovvero con l’idea di aiutare concretamente le persone obese a perdere peso. David Broome afferma: “Ditemi un solo show che abbia davvero cambiato la vita delle persone come ha fatto The Biggest Loser. Mi piacerebbe sentirlo”. 

L’ex produttore J.D. Roth ha definito la ripresa di peso di molti concorrenti come un ritorno a “schemi decisionali sbagliati” e non come una conseguenza diretta di abitudini sbagliate all’interno dello show.

Insomma il documentario fornisce due punti di vista diversi. Guardatelo per farvi una vostra idea, non ve ne pentirete.

Valeria de Bari



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