Tre libri da leggere in un soffio

Tre libri da leggere in un soffio

In questa torrida estate del 2026, che qualcuno ha definito come “l’estate più fresca delle estati che verranno”, il palinsesto televisivo generalista non ha offerto molti titoli che mi allettassero ed entusiasmassero. Ci sono stati i mondiali di calcio, ai quali però l’Italia non ha partecipato; sono andati in onda i campionati europei di nuoto durante i quali abbiamo visto Chiara Pellacani vincere cinque medaglie d’oro; il mercoledì sera c’è stata Roberta Petrelluzzi a tenerci compagnia con Un giorno in pretura e Un giorno in pretura cult.

Di conseguenza ho dedicato molto tempo alla lettura e voglio consigliare tre libri coinvolgenti ed emozionanti che mi hanno tenuto compagnia nelle mie caldissime notti insonni.

“Tre nomi” di Florence Knapp

“Perché un nome non è mai soltanto un nome. Può essere dono, eredità, promessa; oppure trasformarsi in vincolo, marchio, condanna. Può proteggere o ferire. Può esprimere amore o potere. E può cambiare un’intera esistenza.”

“Tre nomi” di Florence Knapp

Tre nomi è un romanzo che spinge il lettore a riflettere sul potere delle scelte, che hanno inevitabilmente delle conseguenze sul proprio futuro e su quello degli altri.

Cora, la protagonista del romanzo, si trova infatti davanti a uno sliding doors: ha appena partorito uno splendido bambino e deve scegliere il nome da registrare all’ufficio anagrafe. Questo è un momento decisivo per la donna, consapevole del fatto che dalla sua preferenza dipenderanno il suo destino e quello dei suoi figli.

L’espressione latina nomen omen indicava proprio la convinzione che il nome di una persona racchiuda in sé il suo destino o le sue caratteristiche caratteriali e fisiche principali.

La scelta più semplice sarebbe chiamare il bambino Gordon: il nome del padre e di tutti i maschi della famiglia. Il nome che il marito vorrebbe imporle per non tradire la tradizione.

Eppure, Cora sente che non è la decisione giusta. Julian è un nome che le è sempre piaciuto per il suo significato: Padre del cielo. Infine Cora potrebbe accontentare sua figlia Maia a cui piace Bear, un nome che fa pensare a qualcuno di forte e tenero allo stesso tempo.

Florence Knapp ci porta quindi ad esplorare le tre vite potenziali del nascituro e di coloro che lo circondano.

Tre nomi è un libro intenso. In un clima teso in cui la violenza domestica è all’ordine del giorno Cora dovrà decidere se assecondare suo marito o se ribellarsi rivendicando la propria libertà.

“Il linguaggio segreto delle carezze” di Thrity Umrigar

Andò in camera e, mentre apriva l’armadio, si ricordò che da piccolo non aveva neppure il permesso di toccare l’Avesta, il libro sacro dello zoroastrismo, che lei teneva fuori dalla sua portata. Una volta lo aveva sorpreso in piedi su uno sgabello che cercava di prenderlo dallo scaffale più alto. Si era irrigidito nel sentirla entrare e si era preparato a ricevere come mini­mo uno sculaccione; invece, lei lo aveva semplicemente sollevato di peso e rimesso a terra ammonendolo con un dito. L’umiliazione di essere stato colto in flagrante gli aveva fatto passare per sempre la voglia di frugare dove non doveva, e non ci aveva provato mai più.
Adesso non aveva difficoltà ad arrivare all’ultimo scaf­fale. A tastoni individuò un oggetto di vetro: una boccetta di profumo di Eau de Cologne Tata mai aperta. Da giallo dorato il liquido era diventato color rame. Da quanti anni la teneva lì senza usarla? Posò la boccetta sul comodino e cercò con la mano il libro. Lo trovò subito e, mentre lo tirava fuori, dalle pagine cadde un foglietto. Si chinò a raccoglierlo. Era una foto formato passaporto.

“Il linguaggio segreto delle carezze” di Thrity Umrigar


Questo libro ci parla della famiglia, di quanto possano essere complesse le dinamiche tra figli e genitori e di come un bambino possa sentirsi trascurato nonostante l’amore che sua madre prova per lui.

Remy, un uomo indiano che si è stabilizzato negli USA, sente di essere cresciuto privato dell’amore di sua madre Shirin.

L’uomo della sua infanzia ricorda le liti furiose tra i suoi genitori: porte chiuse, scenate, contrasti rissosi. Solo suo padre, il suo eroe, ha il merito di avergli fatto vivere un’infanzia felice.

Di ritorno a Bombay per adottare un bambino, Remy scopre che Shirin è ricoverata in ospedale: ha smesso di parlare da tempo, non si nutre, ha una polmonite che la tormenta.

Mosso dal senso di colpa per averla abbandonata dopo la morte del padre, nonostante non sia semplice mettere da parte il passato, si dedica ad accudirla. Un giorno, nell’ appartamento di Shirin, Remy scopre una vecchia foto destinata a mettere in discussione tutta la sua vita passata, presente e futura.

Il linguaggio segreto delle carezze è un romanzo emotivamente destabilizzante. Preparate i fazzoletti.

“Il caffè della pazza gioia” di Emma Hamberg

A quarantanove anni, Agneta ha apparentemente raggiunto tutti gli obiettivi socialmente condivisibili: una bella casa, due figli grandi che la contattano solo per ricevere soldi sulle loro carte di credito, un lavoro stabile, seppur noioso, e un marito affidabile, Magnus.

Nonostante ciò Agneta è profondamente infelice. Infatti Magnus ha degli hobby che non la interessano affatto. Inoltre suo marito la costringe a seguire una dieta priva di formaggi e vino. Agneta deve quindi nascondere cibo e bevande proibite in casa e consumarle in assenza di Magnus.

In questa esistenza noiosa Agneta ha imparato a diventare invisibile, finché non prende una decisione che sconvolgerà la sua vita.

Un giorno si imbatte in uno strano annuncio di un giornale: uno sconosciuto che si definisce “ragazzo cresciuto” cerca aiuto in casa per cucinare e fare le pulizie. Unico requisito, parlare svedese. Ma c’è un piccolo particolare: il luogo di lavoro è in un paesino sperduto nel cuore della Provenza.

Questo libro parla del viaggio della protagonista, che non è soltanto un viaggio dalla Svezia alla Francia ma soprattutto un percorso interiore che la porterà a riscoprire la propria identità.

“Il caffè della pazza gioia” è godibile come un buon bicchiere di vino: il lettore lo sorseggia a piccoli sorsi preso già dal sentimento di nostalgia che proverà quando il bicchiere sarà vuoto.

Valeria de Bari

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