Zentrum Paul Klee, il museo di Renzo Piano per l’artista del colore
Il Zentrum Paul Klee di Berna è un capolavoro che contiene altri capolavori: praticamente una matrioska di bellezza. La sua architettura, progettata da Renzo Piano, concepisce l’edificio come una vera e propria scultura nel paesaggio: tre grandi strutture ondulate in vetro e acciaio emergono dal terreno come colline, integrandosi con il paesaggio verde che circonda Berna (che è una città piena di natura). Le tre onde ospitano gli spazi espositivi, un auditorium, laboratori creativi, aree dedicate alla ricerca e altre attività culturali tra cui una libreria specializzata in opere dedicate a Paul Klee.
Innegabilmente uno dei musei più affascinanti della Svizzera, interamente dedicato alla figura e all’opera di Paul Klee (1879–1940), tra i grandi protagonisti dell’arte del Novecento. Inaugurato nel 2005, custodisce la più importante collezione al mondo dell’artista: circa 4.000 opere tra dipinti, acquerelli e disegni, oltre ad archivi e materiali biografici.

Più che un semplice museo, infatti, il Zentrum Paul Klee è un centro culturale interdisciplinare, dove le arti visive dialogano con musica, letteratura, ricerca e attività educative. Le opere di Klee vengono presentate a rotazione, anche perché molti dei suoi lavori su carta sono particolarmente delicati e sensibili alla luce. Il risultato è un luogo in cui arte, architettura e natura si fondono, rispecchiando in qualche modo lo stesso universo creativo di Klee, fatto di colore, musica, poesia e sperimentazione.
Paul Klee, uno sfaccettato artista da scoprire
In questa visita ho approfondito la conoscenza di Paul Klee, come uomo e come artista, e mi sono stupita di come certe volte la natura dia tanti talenti ad una persona sola. L’artista, nato vicino a Berna nel 1879, studiò arte a Monaco di Baviera, ma la musica ebbe un’importanza fondamentale nella sua vita: suonava il violino fin da bambino e inizialmente fu indeciso se diventare musicista o pittore. Il concetto musicale di ritmo rimase centrale anche nella sua pittura: colori, forme e linee vengono spesso organizzati quasi fossero note all’interno di una composizione.

Il colore è il fulcro dell’opera di Klee: nel 1914 compì un viaggio in Tunisia insieme agli artisti August Macke e Louis Moilliet. Fu un’esperienza fondamentale per la sua pittura. Il paesaggio nordafricano, la luce e i colori di città come Tunisi e Kairouan modificarono profondamente il suo modo di dipingere. Nel suo diario scrisse la celebre frase: «Il colore mi possiede. Non ho bisogno di cercarlo». Da quel momento il colore divenne uno dei principali strumenti espressivi della sua arte.
Nel 1916 Klee va in guerra nell’esercito tedesco. Nonostante questo, riesce comunque a sviluppare ulteriormente il suo lavoro artistico. Oltre a realizzare variopinti acquarelli raffiguranti mondi figurativi fiabeschi, il pittore commenta criticamente gli eventi della guerra con disegni. Le immagini colorate incontrano l’interesse del mondo dell’arte.

Nella sua opera convivono espressionismo, cubismo, astrattismo e surrealismo, ma anche poesia, ironia e una dimensione quasi infantile del disegno. Non è facile inserire Klee in una corrente artistica, soprattutto perché dal 1921 inizia ad insegnare alla scuola del Bauhaus: diventa docente in teoria della forma e del colore ed elabora una vera e propria riflessione teorica sui meccanismi della creazione artistica. A lui si deve non solo una produzione artistica meravigliosa, ma anche una possente opera accademica che ha rivoluzionato il 900.
Cosa amo di Paul Klee
Paul Klee mi trasmette il senso di libertà che solo i veri artisti sanno incarnare. Le sue opere sono spesso caratterizzate da figure geometriche, linee sottili, simboli, frecce, lettere, piccoli personaggi e campiture di colore. Alcuni quadri sembrano disegni infantili, altri mappe, città immaginarie oppure spartiti musicali. Non c’è monotonia, non c’è uno schema ripetitivo, ma una grande esigenza di sperimentazione e creatività. Per questo Klee dipingeva su qualunque supporto, compresi molti cartoni e materiali di recupero, che utilizzava fronte-retro, per creare opere moderne di gusto antico.
Altri quadri -i cosiddetti Schriftbilder (dipinti-poesia)-, nascondono parole e intere frasi, come l’opera “E oh, ciò che rende il mio dolore ancora più amaro è che tu non abbia idea di come mi sento nel cuore”, ispirata da una poesia del poeta cinese Wang Sengyou del V secolo. Dietro questa apparente semplicità c’è però uno studio estremamente sofisticato di colore, equilibrio, ritmo e composizione.

Klee, inoltre, amava molto la natura, un soggetto da lui ampiamente rappresentato. Alberi, gatti, pesci, fiori, stelle, montagne e organismi fantastici ricorrono continuamente nelle sue opere, ma vengono trasformati in una sorta di alfabeto poetico e simbolico. «L’arte non riproduce ciò che è visibile, ma rende visibile» è una sua celebre frase, che esprime a pieno la sua capacità e volontà di far emergere energie nascoste e interazioni segrete.
Il Zentrum Paul Klee si trova a Berna, e si può visitare dal martedì alla domenica dalle 10:00 alle 17:00. Al suo interno c’è un bellissimo Shop, una luminosa caffetteria e molto spazio per gli armadietti-guardaroba.
Micaela Paciotti