Una vigilia di Capodanno alternativa

Una vigilia di Capodanno alternativa

Stava passeggiando sul lungomare della sua città con la speranza di poter sentire l’odore del mare, ma non percepiva assolutamente nessun profumo. Era completamente raffreddata, aveva il naso chiuso. Continuava a starnutire e gli occhi le lacrimavano come se avesse una reazione allergica a qualcosa che era nell’aria. Dicembre però non era un mese in cui avesse mai sofferto di allergie. Il suo sistema immunitario si metteva in allerta solo per il polline degli ulivi in primavera: marzo e aprile per lei erano dei mesi tremendi, soprattutto nelle giornate ventose.

Si disse che anche lo scorso anno aveva avuto una forte sinusite che le aveva impedito di sentire gli odori per due settimane e smise di pensarci.

Si diresse verso casa sua dove la aspettavano suo marito e sua figlia che non erano voluti uscire con lei. Era l’ora di cena, quindi si mise subito ai fornelli. Constatò ancora una volta che non sentiva assolutamente nulla: né il profumo della carne, né quello dei broccoletti, che rilasciano un odore sgradevole che sa quasi di pannolino sporco. Cenarono tutti insieme e aprendo la bocca per mangiare sentì un dolore/prurito al lato della bocca. “Nooooo ci mancava solo l’herpes” pensò.

Andò subito in bagno e prese il tea tree oil, un olio essenziale che utilizzava sempre per spegnere il virus sul nascere. L’olio di malaleuca ha un fortissimo odore che si percepisce da metri e lei, nonostante avesse la boccetta sotto il naso, non sentiva assolutamente niente. Un campanello d’allarme, a quel punto, risuonò nella sua testa. Era possibile che avesse il Covid? E dove poteva averlo beccato? Sicuramente in aeroporto.

Erano stati da suo fratello e sua cognata per Natale e, in aeroporto, al ritorno, tre giorni prima, c’era un’orda dei gente, tanto che avevano dovuto fare una fila di trenta minuti per arrivare ai banchi dei controlli. Roba da matti. Scene di panico di persone che chiedevano di passare perché stavano perdendo l’aereo.

In preda a questi pensieri prese un tampone dall’armadietto dei farmaci. Dopo il 2020 c’era sempre un tampone a disposizione in casa per i casi come questo e lei era diventata bravissima ad auto-infliggersi la pena di quel cotton fiock gigante dentro la narice, fino al sopracciglio. Girò cinque volte da un alto, cinque volte d’altro (anche se non ce n’era bisogno con la quantità di materiale organico che c’era nelle narici); poi mise il bastoncino nel reagente e, infine, spremette tre gocce di quel liquido nel test.

Immediatamente ebbe la certezza di essere positiva, perché le due lineette sulla T e sulla C diventarono subito rosse, di un rosso ciliegia inequivocabile.

Indossò subito una mascherina, informò marito e figlia e si rintanò in soggiorno dove rimase chiusa per tre giorni e tre notti a scrivere, leggere, guardare documentari e serie televisive.

All’alba del quarto giorno si disinfettò le mani e sentì l’odore dell’amuchina. Andò in bagno e, aprendo la boccettina del tea tree oil distinse nettamente la potente fragranza. Fece il caffè e sentì l’aroma.

Era la vigilia di Capodanno e sperava di essere negativa. In quel caso avrebbe potuto stare con la sua famiglia dai suoi genitori. Canticchiando fece il tampone. La lineetta della C comparve subito, l’impercettibile linea della T comparve dopo tre minuti. Quella maledetta linea era quasi invisibile ma lei la vide e non se la sentì di andare dai suoi. Suo marito e sua figlia ci andarono. Che colpa ne avevano loro? Anzi fu lei ad insistere che ci andassero: avendo paura di poterli contagiare in quei tre giorni li aveva praticamente cacciati di casa.

Alla fine della giornata si disse che non era stato così brutto quel 31 dicembre alternativo. Aveva ripulito la casa da cima a fondo cantando I want to break free, si era lavata i capelli con calma, aveva messo lo smalto, aveva letto un intero libro e, infine, aveva scritto un racconto.

Valeria de Bari

3 pensieri riguardo “Una vigilia di Capodanno alternativa

  1. Come rendere un avvenimento spiacevole un capolavoro! Veramente bello, amo il tuo stile di scrittura! Bravissima! E finalmente … negativissima!

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