Essenza, la stella Michelin di Terracina
Terracina è una deliziosa cittadina sul mare, che risente degli influssi della capitale ma anche della Campania, che danno vita a un mix unico. Con un lungomare suggestivo e una falesia altissima che domina la città con il Tempio di Giove, è una mèta estiva amatissima da tanti turisti.
Vi consiglio ovviamente la visita al Tempio di Giove Anxur: costruito nel I secolo a.C., il tempio era dedicato a Giove, nella sua forma locale di Anxur, una divinità giovanile venerata dai Volsci. La struttura del tempio è magnifica, si passeggia in un sistema di terrazze sorrette da arcate, simile a quello del Santuario di Palestrina. Era un importante centro religioso e strategico, visibile da lontano e simbolo del potere romano nella regione. Tuttora si vede da molto lontano e ha una bellissima vista sul mare.
Ma Terracina è famosa anche per essere una mèta del fine dining, dato che ospita il ristorante Essenza, da quattro anni detentore di una stella Michelin grazie al talentuoso chef Simone Nardoni.
Diamo il via a una tavola aperta, libera e senza schemi tradizionale: niente antipasti, primi e secondi. Il nostro menù è composto da pesci, carni, paste, all’interno di una carta che abolisce le categorie di ordine prediligendo un altro tipo di racconto. Famiglie di pietanze possono popolare la tavola in ordine libero per favorire l’assaggio, la convivialità e la costruzione di una personale esperienza gastronomica. le proposte si alternano di frequente, per valorizzare la stagione e la materia prima.
Premetto che ho cenato più volte nei ristoranti stellati, ma questo ha una caratteristica davvero unica: le degustazioni e i menù, che di solito sono standard, qui sono tailor made sulle esigenze dei commensali. Riescono quindi a mantenere una grande elasticità nonostante la difficoltà di gestione di pietanze così particolari. Nel mio caso, non mangiando pesce, carni avicole e selvaggina, pensavo che mi sarei dovuta accontentare di un singolo piatto ordinato a la carte.
La maître mi ha accolto e rassicurato che non avrei dovuto rinunciare alla degustazione, e mi ha fatto scegliere dei piatti ad hoc per le mie esigenze. Questo credo sia un enorme valore aggiunto, in un momento in cui le esigenze alimentari sono variegate e difficilmente una singola proposta può soddisfare diversi palati.





Il servizio è tutto al femminile, impeccabile ma caloroso. Le spiegazioni della sommelier sono state accurate e molto interessanti, così come le descrizioni dei piatti. Un plauso alla mise en place, in particolare alle stoviglie che sono stupende e frutto di una scelta raffinata e di design.
La serata si è conclusa con quattro dolci abbinati a tre diversi liquori (una commensale non beveva alcol), per regalare un momento di grande convivialità e allegria: i piatti sono stati fatti girare, così come i bicchieri, per concludere la cena con dolcezza e il sorriso. I dessert di Essenza sono davvero oltre ogni aspettativa, vi faccio vedere il mio preferito, con cioccolato bianco in diverse consistenze e rabarbaro:

Lo chef Simone Nardoni è uscito per un saluto, un momento che è durato troppo poco per tutti i complimenti che avrei voluto fargli.
In linea di massima, potete scegliere tra varie tipologie di degustazione, 5 o 8 portate, o individuare qualcosa dal menù, o creare insieme alla restaurant manager una cena ad hoc. Ricordatevi di prenotare sul sito o chiamando il ristorante.
Bon appétit!
Micaela Paciotti