Frida Kahlo through the lens of  Nickolas Muray, il volto intimo della pittrice messicana

Frida Kahlo through the lens of  Nickolas Muray, il volto intimo della pittrice messicana

“You are my angel” scrive Frida Kahlo al fotografo Nickolas Muray in una delle numerose lettere d’amore che i due amanti si scambiano negli anni. Spoiler: non finirà bene tra loro, perché Frida tornerà dal suo unico amore Diego Rivera lasciando Muray con il cuore infranto.

Nel frattempo, però, Frida e Nickolas si ritrovano in una loro bolla artistica e sentimentale a cui dobbiamo davvero tanto. Nella mostra “Frida Kahlo through the lens of  Nickolas Muray” sono esposte circa 60 fotografie a colori e in bianco e neroesposte per la prima volta a Roma, scattate tra il 1937 e il 1946, che ritraggono Frida Kahlo in vari momenti e luoghi: da sola, con Diego Rivera, con gli amici e con Muray.

L’obiettivo del fotografo, che spicca come abile ritrattista e pioniere delle fotografia a colori, cattura una prospettiva esclusiva ‒ da confidente, amico e amante ‒ rivelando inoltre il legame di Frida Kahlo con la cultura messicana, la sua vita e le persone che ne facevano parte.

Il sorriso appena accennato di Frida, abbracciata alla sorella Cristina, è dolce e contagioso, e mi ha fatto emozionare.

mostra Frida Kahlo Roma_sorella

Pensavo che vedere le foto di Frida mi avrebbe portato a ridimensionare il mito, invece questa mostra ha contribuito ad aumentare il suo fascino. Perché Frida Kahlo non è solo la giovane moglie del pittore affermato, non è solo un corpo martoriato da chirurgie e amputazioni, ma è in primis una donna che vuole dipingere, amare, fumare, andare negli Stati Uniti: vivere e non sopravvivere.

mostra Frida Kahlo Roma_autoritratto

Con forza e libertà, con determinazione e cuore, Frida attraversa la sua breve vita con una zavorra di dolore che trasformerà in colori, visioni, passioni folli e un filo autolesioniste. Questa è la lezione che ci ha lasciato, e non solo: lo stile e l’iconografia della pittrice messicana sono una scelta ben precisa. Frida Kahlo sceglie di vestire con abiti tradizionali messicani, con fantasie indigene e colori folk, per ridare dignità alla storia del suo popolo.

Sono felice che la curatrice Vittoria Mainoldi abbia deciso di arricchire l’esposizione con otto abiti realizzati da artigiane indigene in Messico, che riprendono l’abbigliamento di Frida, perché i tessuti e gli accessori sono parte della sua essenza.

La mostra è visibile presso il Museo Storico della Fanteria, Piazza di Santa Croce in Gerusalemme, fino al 20 luglio.

Micaela Paciotti

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