Neffa in concerto: il ritorno del guaglione sulla traccia

Neffa in concerto: il ritorno del guaglione sulla traccia

Negli anni Novanta venni folgorata sulla via di Damasco dal rap. Si affacciavano sulla scena musicale italiana gruppi provenienti dalle esperienze dei centri sociali, come gli Assalti frontali, ma anche da esperienze più legate alla strada e alle jam, come i primissimi Articolo 31 (non mi toccate ‘Strade di città’ che è un album bellissimo), The Next Diffusion, e ovviamente i Sangue Misto.

Quando ho sentito per la prima volta SxM, il primo album dei Sangue Misto, ho avuto subito la consapevolezza che stavo ascoltando qualcosa di unico, che sarebbe rimasto nell’Olimpo della musica rap per decenni. Tuttora, credo che sia un prodotto insuperato per basi, testi, energia, spirito del tempo. Questo gruppo era formato da Neffa, Deda, Dj Gruff.

Chi è Neffa?

Nel 1996 Neffa pubblica il suo album solista, “Neffa & i messaggeri della dopa”, anche se poi è un disco quasi collettivo, ricchissimo di featuring di tutti i nomi salienti della scena dell’epoca.

Quindi, proprio mentre il rap italiano stava cercando una propria identità, Neffa ha tirato una riga e alzato l’asticella di parecchio. È stato uno degli artisti che ha contribuito in modo massiccio a definirne il linguaggio e l’immaginario. Neffa arriva alla musica partendo dalla scena hardcore e hip hop underground, come batterista nel gruppo hardcore Negazione, una delle band più influenti del punk italiano degli anni Ottanta.

Ma è con l’hip hop che Neffa trova la sua vera dimensione artistica e il suo talento assoluto. In un momento in cui il rap italiano oscillava tra sperimentazione linguistica e radicamento nei contesti urbani, Neffa si distingue per uno stile originale, capace di mescolare flow americano, sensibilità soul e un approccio introspettivo alla scrittura. Le rime di Neffa, gli argomenti dei suoi testi, la sua voce calda e rilassata lo hanno reso il mio personale dio del rap.

Per questo io sono una fan della prima ora, e non sono riuscita a mantenere la stessa passione nei suoi successivi step evolutivi: non sono riuscita ad apprezzare il suo lato più melodico e funky che invece ha contribuito in modo importante al suo successo mediatico e pop.

Nonostante questa lunga pausa di riflessione, io e Neffa abbiamo fatto pace ieri sera, durante il suo concerto all’Atlantico di Roma. Il suo ultimo -bellissimo- album, Canerandagio, torna un po’ alle origini con il suo rap inconfondibile e con molti featuting (il suo compare Fabri Fibra, ma anche Joan Thiele, Francesca Michielin, Guè e altri). Musicalità cupe, notturne, profonde, accompagnano l’ascoltatore in questo viaggio nel tempo con un grande twist contemporaneo.

Neffa e il suo dj Double S, insieme alla band strumentale ci hanno regalato un concerto veramente vivo e pieno di energie, con la chiara intenzione di trasmettere l’amore per la musica, dal rap al funk, passando per il melodico e i pezzi suonati. I due mash up Canerandagio/Cani Sciolti e Troppa Weed/La Porra, sono stati significativi, perché dopo 30 anni, i cani sciolti restano ai margini, e la weed è ancora ben lontana dall’essere normalizzata dalle istituzioni. Ma lui ci ha invitato a non mollare un centimetro, anche se il mondo cambia, e continuerà a cambiare.

Sono passati 30 anni e passa
Ancora in massa puoi sentire che mi copiano
Lo sai ci sono fantasmi che tendono a sparire
Gli altri invece che ritornano
Sono senile ma se serve stile ancora te ne caccio

Prendete questa strofa di Littlefunkyintro come un invito ad andare a vedere cosa succede ai suoi live, Universo Neffa, chiuderà a fine marzo, sbrigatevi!

Micaela Paciotti

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