“Il prisma dell’amore”: un anime sull’arte, sulla formazione e sull’amore platonico
Dal il 15 gennaio 2026 è disponibile su Netflix Il prisma dell’amore, serie anime creata da Yoko Kamio, ideatrice di Boys Over Flowers, e diretta da Kazuto Nakazawa (B: The Beginning, sequenza animata di Kill Bill – Volume 1).
La nuova serie animata originale Netflix racconta una storia d’amore interculturale che si svolge all’interno di una delle accademie d’arte più rispettate della città di Londra, agli inizi del ventesimo secolo.
I personaggi
La narrazione principale di questo anime segue l’evoluzione della protagonista Lili Ichijoin, una giovane pittrice ventenne di nazionalità giapponese determinata a “diventare la numero uno” nel mondo della pittura a olio.
L’idea di studiare alla Saint Thomas Art Academy di Londra, in Inghilterra – “una nazione che è stata governata da una donna” – non nasce solo dal desiderio di Lili di migliorarsi tecnicamente, ma dall’ambizione di dimostrare a tutti, compresa sua madre che non condivide la sua scelta, di essere in grado di farcela in un mondo culturalmente estraneo.
Il prisma dell’amore è quindi prima di tutto una serie di formazione: nel corso degli episodi lo spettatore parteggerà sempre più per Lili che dimostrerà di essere sia un’artista talentuosa sia una donna volitiva e tenace nel suo sforzo a raggiungere l’obiettivo stabilito.
Il personaggio comprimario più importante è Kit Church, un artista talmente dotato e brillante da aver già trovato un mecenate. Kit, che si presenta inizialmente come una persona stramba – offre a Lili un pezzo di pane sporco di carboncino, oppure la paragona a una cavalla, solo per fare alcuni esempi – in realtà ha una vita misteriosa e si rivelerà essere un uomo molto profondo.
La rivalità tra Lili e Kit sarà il seme da cui nascerà una relazione sentimentale platonica.
Attorno a Lili e Kit si muovono i personaggi secondari, che sono sviluppati a tutto tondo dalla narrazione:
- il Professor Charles Brant, ossessionato da Shakespeare che diventa prolisso nei consigli e nelle ramanzine agli studenti;
- Dorothy, la studentessa scozzese che condivide la casa con Lili e che ha un’ambizione completamente diversa da quella della protagonista, quella di sposarsi dopo il diploma;
- Shin, uno scultore che, colpito profondamente dalla Pietà di Michelangelo, desidera ardentemente studiare in Italia;
- Catherine, la fidanzata ufficiale di Kit, una nobile che ha dovuto soffocare le sue aspirazioni in nome della sua classe sociale.
Temi delicati
Attraverso l’incontro e lo scontro tra i personaggi primari e secondari Il prisma dell’amore spinge lo spettatore a riflettere su vari temi: l’importanza dell’autodeterminazione femminile in un mondo dominato dagli uomini; la scoperta della propria identità e la volontà di ricoprire il proprio posto nel mondo; la necessità dei compromessi; l’equilibrio precario tra sogni e realtà nell’anno dello scoppio della prima guerra mondiale; l’amicizia e l’amore, quello per le persone ma anche quello per l’arte.
L’aspetto visivo: la direzione artistica di Wit Studio e la regia di Kazuto Nakazawa
Il prisma dell’amore è un anime ambientato in un contesto temporale e spaziale specifico e le immagini hanno rispettato la verosimiglianza delle location, dei costumi, delle architetture. Londra ci appare in tutta la sua bellezza.
Tuttavia l’uso dei colori e delle luci dà vita a quello che Rondolino in Manuale del cinema chiama “ambiente impressionista”: lo spazio disegnato rispecchia una dominante psicologica o soggettiva dei personaggi. L’atmosfera evocativa riflette lo stato d’animo dei protagonisti e questo risulta evidente sopratutto negli episodi girati in bianco e nero, quelli in cui Lili non è più metaforicamente in grado di vivere la sua vita a colori.
La capacità espressiva della pittura non è solo un tema affrontato nel racconto ma diventa una cifra stilistica nelle immagini dell’anime: ogni singolo frame può essere considerato un’opera d’arte.
La regia di Kazuto Nakazawa, inoltre, lascia spazio all’introspezione e all’intimità. I silenzi, i primi piani dei visi, la lentezza della narrazione sono carichi di tensione emotiva.
Valeria de Bari