Catwalk:The Art of the Fashion Show, la sfilata di moda diventa cultura al V&A Dundee

Catwalk:The Art of the Fashion Show, la sfilata di moda diventa cultura al V&A Dundee

Stranamente stavolta ho scelto di visitare il museo ancora prima di sapere che all’interno fosse ospitata una delle mostre più belle mai viste. Inaugurato nel settembre 2018, il V&A Dundee è il primo museo del Victoria & Albert al di fuori di Londra e il primo edificio realizzato nel Regno Unito dall’architetto giapponese Kengo Kuma. Affacciato sul fiume Tay, il museo è il simbolo della riqualificazione del waterfront di Dundee. La sua architettura imponente ricorda le ruvide scogliere della costa orientale della Scozia e sembra una creatura che emerge dall’acqua grazie a una facciata composta da migliaia di pannelli di cemento sovrapposti. Concepite da Kuma come un “salotto per la città”, le forme sinuose dell’edificio creano un dialogo continuo tra il paesaggio naturale e il tessuto urbano.

edificio del V&A Dundee

Non potevo non andare a vedere un posto così bello, attirata anche dalla mostra Catwalk: The Art of the Fashion Show, che parla di moda da un punto di vista peculiare, ovvero le sfilate di moda, vero e proprio evento sociale che si è evoluto nei decenni.

La storia delle sfilate di moda

Dalle eleganti presentazioni nei salotti dell’alta moda parigina di fine Ottocento ai giganteschi show contemporanei trasmessi in streaming in tutto il mondo, la sfilata è diventata uno dei fenomeni culturali più influenti della modernità. È proprio questo universo affascinante e spettacolare che esplora Catwalk: The Art of the Fashion Show, la nuova grande mostra del V&A Dundee dedicata all’evoluzione della passerella e al suo impatto sulla moda, sul design e sulla cultura visiva.

Attraverso oltre cento anni di storia, da Worth a Poiret, passando per Chanel e tutte le maison moderne, l’esposizione racconta come il fashion show sia passato dall’essere uno strumento commerciale riservato a pochi clienti privilegiati a un evento globale capace di generare immagini iconiche, tendenze e conversazioni che raggiungono milioni di persone. La mostra mette in luce il ruolo della passerella come luogo di sperimentazione, dove moda, architettura, fotografia, musica, illuminotecnica, cinema e performance si incontrano per dare vita a esperienze sempre più coinvolgenti. Soprattutto, evidenzia come agli inizi lo stilista avesse un ruolo di presentatore delle sfilate, gli abiti venivano descritti da chi li aveva pensati e realizzati, per conferire enfasi commerciale al prodotto e invogliare i buyer presenti. Solo nel corso dei decenni nascono le mannequin e -in seguito- le top model, che diventano fenomeni a sé stanti, slegati dal perimetro della sfilata.

Dal protagonismo dell’abito e della sua manifattura, si passa quindi al ruolo delle it-girl e modelle, per finire poi al concettualismo delle maison, che usano i fashion show per delineare sempre più nettamente i loro codici stilistici ed estetici.

Sapevate che Missoni nel 1967 fece galleggiare le sue modelle nella Piscina Scolari?

I pionieri del fashion show contemporaneo

Il percorso espositivo, bellissimo, riunisce materiali d’archivio, filmati storici, fotografie, scenografie, oggetti di scena e capi originali provenienti da alcune delle più celebri maison del mondo. Tra i protagonisti figurano nomi che hanno rivoluzionato il concetto stesso di sfilata come Alexander McQueen (il king dei fashion show), Balenciaga, Chanel, Dior, Maison Margiela, Prada, Paco Rabanne, Viktor & Rolf, Louis Vuitton e Yohji Yamamoto.

Particolare attenzione è dedicata agli show che hanno cambiato il linguaggio della moda. Dalle scenografie teatrali di Alexander McQueen ai monumentali eventi firmati Chanel e Dior, la mostra evidenzia come la passerella sia diventata nel tempo un potente strumento narrativo. Tra gli esempi più iconici: la celebre sfilata di Fendi sulla Grande Muraglia Cinese, il lancio del razzo Chanel ideato da Karl Lagerfeld e gli spettacolari allestimenti che hanno trasformato luoghi iconici in veri e propri teatri della moda.

Gadget dalle sfilate

C’è anche una parte dedicata alle memorabilia delle sfilate: dalle t-shirt del backstage agli inviti più belli, originali e stravaganti degli ultimi decenni, ma anche il corner del make up e dei gadget delle sfilate!

L’allestimento, progettato dalla designer Ania Martchenko, accompagna il visitatore attraverso diverse epoche della storia della moda, ricreando ambientazioni che evocano i saloni dell’alta moda del primo Novecento, le passerelle moderniste del dopoguerra e gli show immersivi dell’era digitale. Il risultato è un’esperienza che non si limita a mostrare abiti, ma racconta il dietro le quinte di uno dei rituali più influenti dell’industria creativa contemporanea.

La sfilata come specchio della società

Oltre a celebrare il glamour delle grandi maison, Catwalk invita a riflettere sul ruolo delle sfilate come specchio dei cambiamenti sociali e culturali. Dalle sottoculture degli anni Sessanta, agli esperimenti avanguardistici degli anni ’70, all’esplosione dei social media, fino alle trasformazioni imposte dalla pandemia che hanno portato molte presentazioni nel mondo digitale, come quelle di Balenciaga ambientate ne I Simpson.

La passerella è un luogo quasi metafisico, atto a interpretare lo spirito del proprio tempo. Avete tempo fino al 17 gennaio 2027 per visitare la mostra.

Micaela Paciotti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *