Donne come fiori: Yves Saint Laurent e il suo dialogo con Proust, a Parigi fino al 4 maggio

Donne come fiori: Yves Saint Laurent e il suo dialogo con Proust, a Parigi fino al 4 maggio

C’è un legame potente tra Yves Saint Laurent, Parigi e Marrakech: si basa sulla ricerca della bellezza, sull’amore per i colori e, soprattutto, sull’amore per i fiori e la botanica. Yves Saint Laurent e Pierre Bergé visitano Marrakech alla fine degli anni 60, rimanendo affascinati dal giardino creato da Majorelle, l’artista che risiedeva nella struttura adiacente. Negli anni 80 i giardini vennero minacciati da un’espansione urbanistica e furono acquistati dalla coppia. I Giardini Majorelle e Marrakech sono stati l’amore di Yves Saint Laurent fino alla sua morte. Nella città marocchina fu infatti fondato il museo a lui dedicato, gemello di quello a Parigi. Questo incipit per spiegarvi perché è importante che per la prima volta, quest’anno, i due musei hanno collaborato in uno storytelling comune, iniziato a Marrakech a gennaio e proseguito a Parigi.

5 mostre di moda da vedere nel 2025

In questo articolo vi avevo già parlato di “Les Fleurs d’Yves Saint Laurent“, tra le mostra di moda da non perdere nel 2025: ho seguito il mio stesso consiglio e sono andata a Parigi a vederla. Il percorso si snoda dentro il bellissimo Musée Yves Saint Laurent, artista e intellettuale amatissimo in Francia, che iniziò la sua carriera a soli 21 anni come direttore della maison Dior.

Appassionato di flora, la considerava una fonte inesauribile di ispirazione, condivisa con altri numerosi artisti e scrittori, in particolare con Marcel Proust, uno dei suoi autori preferiti. Il mondo dello scrittore traspare tanto dagli interni dello stilista quanto dalle sue sfilate. Mentre il primo ama descrivere le donne come fiori, il secondo le ricopre con essi per render loro omaggio. “Alla ricerca del tempo perduto” ha accompagnato la vita di Saint Laurent dall’età di 15 anni, è stato il libro che ha ispirato lo stilista fin dalla sua adolescenza.

Audrey Hepburn con una creazione di YSL, fotografata da Richard Avedon

Come in un libro, ogni capitolo ci permette di leggere e vedere le citazioni di Proust accanto alle silhouette fiorite di Yves Saint Laurent; gli accessori e i disegni dello stilista sono esposti su leggii. Come in un giardino, i fiori si espongono e ci raccontano la personalità e i gusti dello stilista e la sua grandissima abilità di couturier e ricamatore.

In questa mostra sono esposti i suoi disegni per il Bal des Têtes, un ballo in maschera organizzato nel 1957 dal barone Alexis de Redé, un’importante figura della “café society” dell’epoca. Questo evento mondano segna un passaggio fondamentale nella vita dell’allora giovanissimo Yves. Lilia Ralli, un’influente personalità del mondo della moda, lo contatta per la creazione delle maschere. Lo stilista -all’epoca apprendista di Christian Dior- realizza diversi studi di copricapi e decorazioni a guazzo su carta colorata, utilizzando un vocabolario di fiori, piume e foglie.

Il suo genio ed estro creativo è finalmente sotto gli occhi di tutta l’Europa.

Yves Saint Laurent copricapi per Bal de Tete

La rosa, la bouganvilla, il grano, il giglio che stilizzato forma il suo logo YSL: ogni fiore ha una sua personalità, ogni donna ha bisogno di essere decorata con un fiore ad hoc.

Yves Saint Laurent è stato un uomo di immensa cultura, un intellettuale e un esteta, un artigiano dalle mani fatate e un precursore del diritto alla libertà di amare chi si vuole. In questo museo potete trovare anche il suo studio: sketch, disegni, libri e immagini del suo amato cane.

Micaela Paciotti

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