“Tatà” il nuovo libro di Valerie Perrin
“Tutti viviamo grosso modo le stesse cose. Certo, ci sono gli imprevisti, gli scherzi della sorte, la fortuna e la sfortuna, il benessere e la povertà, i conflitti, le religioni, ma di base siamo tutti destinati a vivere più o meno le stesse cose: stringere legami con i genitori, i fratelli, le sorelle, gli amici e i vicini; imparare dai libri quando si è piccoli: le immagini, la poesia, la storia, la geografia, le tabelline, la coniugazione dei verbi essere e avere; nuotare, pedalare, conoscere, scegliere, lavorare, viaggiare, cercare di costruire una vita con qualcuno, fare figli, occuparsi degli anziani se un giorno non ce la faranno più da soli, tentare di trovare un certo equilibrio, non crescere pensando solo a se stessi, condividere e ascoltare meglio che si può, aiutarsi l’un l’altro, provare piacere, darsi ogni tanto del coglione e spesso dell’ingenuo, sorridere a noi stessi e spronarci nonostante tutto. E ballare.”
Tatà, Valerie Perrin
Il nuovo libro di Valérie Perrin prende il lettore fin dalle prime righe, per il mistero che avvolge la vita e la morte di zia Colette, la “tante” del titolo.
La trama
Agnès, la protagonista del romanzo, viene a sapere del decesso della zia. Ma Colette è già morta tre anni prima e il suo cadavere si trova al cimitero di Gueugnon. Com’è quindi possibile che zia Colette sia morta di nuovo?
In quanto parente più prossima, ovvero figlia del fratello, Agnès dovrà riconoscere il cadavere, e la donna non ha dubbi: si tratta proprio di tatà. Ma allora chi c’è nella sua tomba? E perché per tre anni Colette ha fatto credere a tutti di essere morta?
Agnès non aveva mantenuto un gran rapporto con sua zia, una donna senza marito, taciturna che faceva la calzolaia e aveva una strana e sfrenata passione per il calcio. Dopo aver raggiunto il successo come sceneggiatrice è andata a vivere a Hollywood dove si è sposata, ha messo al mondo una figlia, e poi ha divorziato. Quindi alla prima morte di tatà si è sentita sollevata quando un amico della stessa zia si è offerto di occuparsi di tutto.
Ma ora che tatà è morta davvero Agnès decide di iniziare ad indagare. Grazie alle audio-cassette che Colette le ha lasciato in una valigia misteriosa, Agnès ricostruisce la complessa storia della sua famiglia e il lettore rimane incollato al racconto che svela lentamente un intreccio di personaggi con vari colpi di scena.
La recensione
Ho letto questo libro di 597 pagine in tre giorni, col fiato sospeso, per scoprire tutti i misteri di questa storia intricatissima, anzi di queste storie al plurale, perché Valérie Perrin racconta vari personaggi che nascondono esistenze sfuggenti, enigmatiche, ambigue.
Tatà, mascherata da calzolaia silenziosa, non è l’unica nel romanzo che ha avuto dei segreti importanti e che ha vissuto almeno dodici vite diverse. C’è suo fratello, un pianista di successo; sua cognata, l’unica sopravvissuta di una famiglia ebrea deportata e sterminata dai nazisti; la sua amica figlia del proprietario di un circo degli orrori e molti altri personaggi misteriosi.
La lettura di questo libro è molto consigliata.
Valeria de Bari
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