“New fashion”, il libro per superare le sfide della sostenibilità

“New fashion”, il libro per superare le sfide della sostenibilità

Arianna De Biasi è una di quelle persone che la vita ti fa incontrare quando pensi che sia impossibile cambiare lavoro, vita, punto di vista. Quando pensi che le scelte prese anni fa te le devi per forza trascinare dietro, che per far fare una piroetta alla propria esistenza chissà cosa serve.

Poi arriva Arianna, e ti dice che serve solo volerlo. Lei, dopo anni di carriera in una multinazionale, si trova davanti a una lotta intestina: i suoi valori sono compatibili con quelli di una enorme azienda che lavora anche nel settore del gas e petrolio? Forse no, forse è arrivato il momento di ascoltarsi.

Si dimette, parte per la spedizione Plastic Whale Heritage, per la pulizia delle coste norvegesi, e lì ha luogo l’incontro che le cambia la vita: una balena morta per la spropositata quantità di plastica ingerita. Da questo Arianna non tornerà più indietro e ha chiara una cosa: la tutela dell’ambiente che ci ospita e delle persone che lo abitano saranno i suoi driver per sempre.

Dopo il Master in Business Administration (MBA) in gestione della moda sostenibile e certificazione in Sustainable Business Strategy di Harvard Business School, nasce Dress Ecode®, un progetto di informazione e consulenza per una moda più sostenibile. La missione è cambiare il mondo della moda perché sia più green ed etico e diffondere una moda più sostenibile, attraverso formazione e consulenza alle aziende.

Incontro Arianna De Biasi da Mademoiselle Vintage, una meravigliosa boutique romana di second hand, durante la presentazione del suo libro “New fashion: superare le sfide della sostenibilità per essere brand nella nuova era della moda”. Un saggio che è quasi un manuale per ‘scardinare’ molti schemi e dinamiche legati al concetto di sostenibilità, che è la cosa veramente difficile. Il settore della moda, infatti, è in un momento cruciale, con richieste di sostenibilità sempre più pressanti da parte di marchi, consumatori e stakeholder. Bisogna indirizzare nella giusta direzione tutto il sistema moda.

Durante l’interessante dibattito con gli altri partecipanti è emerso un punto dolente su cui tutti ci confrontiamo quotidianamente: è possibile essere sostenibile al 100%? Dagli abiti agli oggetti, passando per la biancheria intima: è oggettivamente difficile fare scelte green su tutto, ogni giorno. La cosa importante, invece, è avviare un dibattito intelligente su ciò che conta veramente: acquistare meno, ma meglio, preferendo cose durature. Soprattutto, tenersi alla larga dal fast fashion, modello che ha contribuito a un aumento del consumo di abbigliamento, portando il consumatore medio ad acquistare il 60% in più di capi rispetto al 2000, ma conservandoli per solamente la metà del tempo.

Accanto alla parola sostenibilità, è bene aggiungere parole come responsabilità, consapevolezza, eticità: valori che possono guidarci, magari con qualche scivolone, sull’impervia strada del rispetto dei valori umani ed ecologici. Vi consiglio di leggere il libro di Arianna De Biasi, per capire meglio non solo il mondo della moda, ma la nostra società tutta.

Micaela Paciotti

Foto di Charles Etoroma su Unsplash

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