“Goat – Sogna in grande”: un film ispirazionale
Per una come me, laureata in Scienze dello spettacolo e ossessionata come Dawson – che possa riposare in pace – dalla settima arte, il presupposto è che andare al cinema è sempre una buona idea.
Ultimamente poi accade che in settimana il meteo è clemente, mentre nel weekend il tempo lascia a desiderare: se non c’è vento piove e se non piove c’è un maestrale che fa rabbrividire anche gli animi più impavidi.
La scorsa domenica, dunque, ho deciso di andare al cinema con la mia cinquenne e abbiamo visto un film animato che mi ha colpita dritta al cuore: Goat – Sogna in grande.
Dagli autori di Spider-Man: Across the Spider-Verse e K-pop demon hunters, GOAT: Sogna in grande è una commedia d’azione originale firmata Sony Pictures Animation, ambientata in un mondo interamente popolato da animali.
La sinossi
Il protagonista di GOAT, acronimo di “Greatest of all time”, è Will una piccola capra che sogna di poter diventare campione di Roarball, uno sport molto simile alla pallacanestro, frequentato da animali di grossa taglia che “ruggiscono” in senso letterale e metaforico.
Will, per realizzare il suo grande e ambiziosissimo sogno, si allena con molto impegno e costanza, mentre la sua vita scorre: lavora come fattorino per il bar dove lavorava sua madre, dove tutti tifano per la squadra di Roarball della città.
La sua vita routinaria viene improvvisamente scossa da un’opportunità incredibile: entrare nella lega professionistica di “pallaruggente”.
Il fatto che venga data a una capra la possibilità di scendere in campo fra i più grandi destabilizza tutti. Come potrebbe un animale così piccolo competere con pantere, rinoceronti, struzzi? Alla fine però Will darà un grande insegnamento alla sua nuova squadra: bisogna cooperare e sfruttare le caratteristiche di ogni giocatore, piuttosto che puntare sul singolo, per migliorare il gioco. Riuscirà Will a vincere l’ambitissimo trofeo artiglio?
La recensione
Fin dai primi fotogrammi possiamo leggere una dichiarazione di intenti da parte della regia: questo film sarà coinvolgente. La prima sequenza inizia infatti con una soggettiva della mamma del protagonista che sta utilizzando una camera per registrare la reazione di suo figlio alla notizia che entreranno nello stadio per vedere la sua prima partita di “ruggiball” dei Thorns. Sarà proprio in quell’occasione che la capretta deciderà di volere sognare in grande e diventare un Goat.
Questa partita al cardiopalma farà anche subito capire allo spettatore che farà immediatamente parte della tifoseria della squadra come se fosse un cittadino di Vyneland.
La narrazione segue il classico schema dell’eroe che si trova ad affrontare tutta una serie di difficoltà per raggiungere il suo obiettivo. Si tratta della tradizionale favola, seppur in chiave sportiva e contemporanea tra video che diventano virali, dissing e kiss cam (come quella che ha inchiodato i due amanti al concerto dei Coldplay). Gli animatori hanno fatto un lavoro incredibile per rendere il film adrenalinico, eccitante ed energico soprattutto negli incontri di roarball. Mi sono sentita talmente coinvolta che, a un certo punto, mi sono trovata a dire: “Dai fai quel canestro!”. La mia cinquenne si è voltata per dirmi di tacere e mi ha ricordato quando mia nonna, guardando le telenovelas, parlava con la tv per dispensare consigli a qualche personaggio e io prontamente le ricordavo che nessuno poteva sentirla.
GOAT: Sogna in grande è un film da vedere.
Valeria de Bari
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