“Io che ti ho voluto così bene”: il nuovo romanzo di Roberta Recchia

“Io che ti ho voluto così bene”: il nuovo romanzo di Roberta Recchia

Padre, madre e figli stavano tutti alla deriva: il crimine di Maurizio li aveva travolti e non aveva lasciato neppure lo spiraglio del dubbio sulla colpevolezza, un minimo appiglio.

Roberta Recchia, Io che ti ho voluto così bene

Lo scorso ottobre, mentre ero in ospedale in attesa di mettere al mondo il mio secondo figlio, ho letto Tutta la vita che resta, romanzo di esordio di Roberta Recchia, in qualche ora. Questo libro è diventato in pochissimo tempo un best seller: si vede che la storia non è piaciuta soltanto a me.

Tutta la vita che resta ci racconta della famiglia di Marisa e Stelvio Ansaldo, che nella Roma degli anni Cinquanta si innamorano nella bottega del sor Ettore, il padre di lei. La loro esistenza viene sconvolta dalla morte dell’adorata figlia sedicenne Betta – bellissima e intraprendente – il cui cadavere viene ritrovato in spiaggia. Da questo momento l’anima di Marisa e Stelvio è spezzata. La tragedia però ha coinvolto anche Miriam, la cugina di Betta, che terrà segreta la violenza sessuale subita e farà i conti con il proprio dramma.

Questo romanzo è stato per me coinvolgente e semplicemente totalizzante. La costruzione dei personaggi, la vicenda, il trattamento e la narrazione rendono Tutta la vita che resta appassionante; per questo motivo, quando è uscito Io che ti ho voluto così bene, edito da Rizzoli, non ho potuto che acquistarlo e leggerlo, spoiler, in qualche ora.

La storia


Io sono così: i personaggi mi chiamano, li seguo, mi incammino nei sentieri che tracciano nella mia testa e non c’è spazio per niente e nessun altro […] Sin dalla sua breve apparizione nel primo libro, Luca era rimasto con me, insistente, lo sguardo smarrito in tante emozioni a cui da solo non poteva dar voce. Alla fine la sua storia l’abbiamo raccontata insieme: l’ho preso per mano e ascoltato come avrei fatto con un figlio.

Roberta Recchia

Io che ti ho voluto così bene è lo spin-off di Tutta la vita che resta, perché affronta la vicenda dell’omicidio di Elisabetta Ansaldo dal punto di vista di un personaggio secondario che qui diventa protagonista: Luca Nardulli, figlio del carabiniere che ha condotto le indagini e fratello di Maurizio, l’assassino.

Luca, vittima del comportamento di suo fratello, dovrà affrontare completamente da solo un enorme cambiamento di vita: mentre i suoi genitori rimarranno nel Lazio, lui, come se fosse stato un oggetto, sarà messo su un treno diretto a Bergamo dove vive suo zio Umberto. Il giovane protagonista dovrà, tra alti e bassi, pregiudizi e preconcetti, ricostruire la sua esistenza rasa al suolo, in un luogo sconosciuto e completamente diverso da quello in cui ha vissuto fino a quel momento.

Che siate al mare, in montagna o in città Io che ti ho voluto così bene è un libro che leggerete in un soffio. Ci proverete a centellinare le pagine, colti dalla paura che finirà e non potrete rimpiazzarlo, ma non ci riuscirete.

Valeria de Bari

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