Il podio di Sanremo 2025
Ci eravamo lasciati con le critiche alla prima e seconda serata di Sanremo 2025 e alla fine dell’articolo avevo dichiarato il mio amore artistico per Lucio Corsi.
Il cantautore toscano non ha vinto la settantacinquesima edizione del festival ma ci è arrivato molto vicino conquistando un dignitosissimo secondo posto. Il primo posto l’ha guadagnato un altro giovane artista, Olly, mentre al terzo posto è arrivato Brunori sas.
Il vincitore: Olly con Balorda nostalgia
Devo ammettere che la canzone di Olly a un primo ascolto non mi ha particolarmente colpita e ne ho sottovalutato la potenza. Ho pensato che fosse il classico pezzo orecchiabile (tra l’altro in un momento mi ricorda un singolo di Alfa) e non ho prestato molta attenzione al testo. Oggi, quando ho ascoltato la versione studio in cuffia, le parole di Olly spogliate del contesto mi sono balzate nel cuore e mi hanno emozionata. Balorda nostalgia ci parla di una relazione finita e della solitudine nella quale versa il protagonista. Le immagini evocate dal testo rimandano a una quotidianità universalmente conosciuta, ragione per cui l’ascoltatore può rispecchiarsi nei versi e immedesimarsi.
[…]Ti cerco ancora in casa quando mi prude la schiena
E metto ancora un piatto in più quando apparecchio a cena
So soltanto che vorrei, vorrei, vorrei,
Tornare a quando ci bastava ridere, piangere, fare l’amore
Poi stare in silenzio per ore fino ad addormentarci sul divano
Con il telecomando in mano non so più come fare senza te
Te che mi fai, vivere, e dimenticare, Tu che mentre cucini ti metti a cantare
E tu chiamala se vuoi la fine
Ma come te lo devo dire
Sta vita non è vita senza te […]
Olly, Balorda nostalgia
Al secondo posto Lucio Corsi con Volevo essere un duro
Lucio Corsi è poesia allo stato puro. Autore, cantante e performer a 360 gradi ha portato a Sanremo una ventata di ossigeno. Il suo pezzo ci parla di un uomo che non è nessuno, che soprattutto non è un duro, né un ladro, né un lottatore. Corsi ci propone un modello maschile lontano dal machismo, semplicemente umano.
Però non sono nessuno
Non sono nato con la faccia da duro
Ho anche paura del buio
Se faccio a botte le prendo
Così mi truccano gli occhi di nero
Lucio Corsi, Volevo essere un duro
Al terzo posto Brunori sas con L’albero delle noci
Una premessa è dovuta: io amo Dario Brunori, talmente tanto che per il primo ballo lento del mio matrimonio io e mio marito abbiamo scelto Per due che come noi, una canzone stupenda che parla di una relazione lunga e delle dinamiche che possono instaurarsi tra due persone che si conoscono e stanno insieme da una vita. In generale apprezzo tutti i suoi brani probabilmente perché Brunori si trova nello stesso punto della vita in cui mi trovo io. Anche L’albero delle noci, in cui parla di gioie e dolori della paternità, mi ha commossa all’inverosimile. Le sue parole colpiscono duro e rimangono impresse nella memoria. Brunori ha una scrittura onesta, dritta e suggestiva.
Sono cresciute veloci le foglie sull’albero delle noci
E nei tuoi occhi di mamma adesso splende una piccola fiamma
Io come sempre canguro fra il passato e il futuro
Scrivo canzoni d’amore alla ricerca di un porto sicuro
E come un ragioniere in bilico fra il dare e l’avere
Faccio partite doppie persino col mio cuore
Brunori sas, L’albero delle noci
Valeria de Bari
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