“Ti telefono stasera”: l’elogio del luogo comune

“Ti telefono stasera”: l’elogio del luogo comune

Ti prometto di essere sincero, anche quando la verità mi farà tremare la voce o mi metterà a nudo. Ti prometto di cercare il mio equilibrio, ogni giorno, con fatica e inciampi, perché solo così potrò offrirti un appoggio stabile, e non un’ombra che vacilla. Ti prometto di non chiederti mai di guarire le mie ferite , né di portare il peso delle mie mancanze: sono mie e me le tengo. Ti prometto che lavorerò sulla mia felicità, non per egoismo, ma perché un padre triste non sa tenere in braccio nessuno […]

Ti telefono stasera, Prologo.

Ti telefono stasera è il nuovo romanzo di Lorenzo Marone, edito da Feltrinelli e disponibile in libreria dallo scorso 4 novembre.

La trama

Il protagonista di questo romanzo è Giobatta Coppola, detto Giò, il classico uomo in crisi di mezza età. Giornalista cinquantenne ha visto la sua professione ridotta al leggere previsioni meteorologiche, sistematicamente errate, in televisione. La sua vita sentimentale è un cliché. Si è separato dalla moglie e – primo cliché- continua a innamorarsi di donne più giovani, trentenni che – secondo cliché -sentendo la sveglia dell’orologio biologico, a un certo punto esplicitano il loro desiderio di maternità. E cosa fa Giobatta a quel punto? Le lascia. Terzo cliché.

La vita di questo uomo medio è rivoluzionata quando l’ex moglie parte per lavorare un anno all’estero e lui si ritrova, dopo tanto tempo, a vivere con suo figlio Duccio di nove anni. Con lui, Giò, che ha sempre avuto un rapporto che definisce “minimalista”, scopre cosa significa fare il padre h24, 7 giorni su 7.

La recensione

Lorenzo Marone non si smentisce mai: ha una scrittura fluida che porta il lettore mano nella mano a esplorare un universo narrativo pieno di personaggi strani e sconclusionati. Giobatta è un uomo mediocre che: porta avanti relazioni inconcludenti; ha abdicato al suo ruolo di padre; risulta fallimentare anche nel lavoro non azzeccando mai una previsione. Sua madre è la classica mamma che dispensa consigli non richiesti; suo padre, al contrario, è chiuso nel suo mutismo; sua sorella ha due matrimoni falliti alle spalle e si innamora, per la seconda volta, di un suo filarino adolescenziale. L’ex moglie di Giobatta è raccontata come una madre chioccia salutista fissata con le regole e con l’educazione. I suoceri sono figure temibili, in aperto contrasto con l’ex genero nel quale non nutrono alcuna fiducia.

Ti telefono stasera è, come tutti i libri di questo autore, un romanzo che scorre velocissimo e si legge in poche ore. A tratti ironico, quindi comico, e a tratti commovente Ti telefono stasera ci porta a riflettere sulla genitorialità, sull’essere padre e madre e anche sull’essere figlio e figlia.

Mi rimane solo un dubbio: perché i padri devono sempre essere dipinti come quelli che fanno mangiare le patatine fritte e le madri devono sempre essere raccontate come le classiche rompiscatole rigide, severe e intransigenti? Perché i padri sono sempre superficiali e incapaci di capire se il figlio sta covando una malattia? Perché la suocera è sempre un’arpia e la mamma un’impicciona?

Avrei preferito leggere una storia con meno luoghi comuni.

Valeria de Bari

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